La valorizzazione dei ricordi attraverso le immagini e la musica

Spesso mi capita di riprendere in mano vecchi album familiari (santi genitori che hanno conservato le immagini di quando eravamo bambini!) e di “perdermi” letteralmente all’interno di essi. Guarda com’ero! La vecchia auto di papà, il balcone da dove chiamavo la bimba che abitava lì accanto, la casa dei nonni…e quegli orribili vestiti! Che siano di buona o di pessima qualità, quelle immagini possiedono una forza sempre in grado di catturarmi completamente e trasportarmi lontano nel tempo.

La stessa cosa accade quando, improvvisamente, riascolto per caso un brano musicale che mi rispedisce a quell’estate al mare nel 1993, vissuta con gli amici nella totale spensieratezza, o a quel manuale universitario, sul quale non riuscivo a concentrarmi perché distratto dall’infatuazione del momento.

 

LA POTENZA DI UN RICORDO

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Possono variare le suggestioni dei ricordi, personali e intimamente individuali, ma credo che tutti abbiano sperimentato, almeno una volta nella vita, questo tipo di sensazioni – intense e totalizzanti – che ci legano indissolubilmente ad alcuni attimi della nostra esistenza. Immagini e suoni hanno la capacità fortissima di attivare emozioni in ognuno di noi ed entrambi possono, per fortuna, essere fissati su supporti analogici o digitali, essere conservati a lungo ed essere “rispolverati” in ogni momento: per piacere, per diletto, a volte per necessità, pratiche o sentimentali.

COME IN UN FILM

Un film è probabilmente l’esempio migliore in cui trovare quella fusione perfetta tra l’immagine e il suono. Quanto più i due si legano tra di loro in modo armonico e naturale, tanto più il risultato finale risulterà efficace e suggestivo. Le due forme espressive si supportano a vicenda e dalla loro unione – come in un matrimonio – può nascere una squadra vincente.  Ma cosa succede quando i due elementi non raggiungono il punto di giusto equilibrio e non realizzano la piena espressione del reciproco potenziale? La sensazione finale sarà poco armoniosa, se non addirittura sgradevole. Una delle due arti vedrebbe ridotto il suo valore, danneggiando involontariamente anche l’altra, incapace di trarre luce e risalto per il mancato completo dispiegarsi della sua “compagna”.

L’IMPORTANZA DELLA SCELTA GIUSTA

Selezionare e scegliere un brano musicale a supporto di una sequenza di scatti fotografici, è un compito importante che ho scoperto essere – oltre che delicato e stimolante – anche assai complesso. Si parte molto spesso da un’idea già radicata nella mente, per accorgersi ben presto che non è affatto la strada giusta. E allora si ricomincia, si ripensa al mood e alle sensazioni più profonde e – dopo aver ripreso fiato – ci si reimmerge nella ricerca di una colonna sonora, in grado di valorizzare ancora di più le emozioni espresse nelle immagini.

Sì, è vero, è un lavoro lungo, che richiede pazienza soprattutto quando, ritrovandosi in un vicolo cieco, occorre gettare la spugna e ripartire dall’inizio. In molti casi è proprio in quei momenti che affiora un’intuizione illuminante che dentro di te percepisci essere quella giusta. E tutto torna a viaggiare su binari paralleli, indispensabili l’uno all’altro pur senza toccarsi mai.

Queste considerazioni chiariscono quanto il ruolo della musica possa essere fondamentale accanto a quello delle immagini – soprattutto in un’occasione importante come il matrimonio – perché l’innegabile impatto emotivo del servizio fotografico può “esplodere” in tutta la sua intensità se avvalorato da un adeguato supporto sonoro.

Ci piace pensare che la ricerca di un connubio perfetto sia un campo a cui valga davvero la pena dedicare ogni giorno il nostro impegno e la nostra attenzione. Da questa consapevolezza sono nati i racconti fotografici di Reportage di Matrimoni, fusione di mood visivi e suggestioni musicali, senza concessioni a ciò che ci appare come passeggero, sempre con il desiderio di dare vita ad un attimo capace di durare un’eternità.

 

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